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La durabilità delle opere in cemento armato - il copriferro

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La durabilità del calcestruzzo è la capacità dello stesso di durare nel tempo, resistendo alle azioni aggressive dell’ambiente, agli attacchi chimici, all’abrasione o ad ogni altro processo di degrado che coinvolga oltre la pasta cementizia anche le armature metalliche. Citando l’Eurocodice 2: “ Una struttura deve essere progettata e costruita in modo che con accettabile probabilità rimanga adatta all’uso per il quale è prevista, tenendo conto della sua vita prevista”. In questo senso gli accorgimenti da adottare per gestire le cause che influenzano il degrado delle strutture sono: rispetto dello spessore di copri-ferro, scelta del tipo di calcestruzzo in relazione all’ambiente o all’uso che si richiede alla struttura, scelta della consistenza dell’impasto, nonché di un diametro degli aggregati compatibile con la geometria e l’armatura della struttura e, ove necessario, l’introduzione di prodotti speciali per migliorare le caratteristiche del conglomerato. La durabilità è quindi a tutti gli effetti un parametro del progetto, non solo per la corretta definizione della vita utile della struttura, ma anche per una stima corretta del costo dell’opera, il quale non dipende solo dai costi iniziali di costruzione ma anche da quelli di manutenzione. In particolare, il requisito di durabilità è da ritenersi soddisfatto se la struttura, sottoposta alle azioni tipiche dell’ambiente e soggetta ad ordinaria manutenzione, sarà in grado di continuare a fornire per tutta la vita utile di progetto le prestazioni per la quale è stata progettata e realizzata.

Riferimenti per la progettazione dello spessore del copriferro (UNI EN 1992-1-1 Progettazione delle strutture di calcestruzzo: Regole generali e regole per gli edifici):
Per quanto concerne il copriferro, lo stesso può essere definito come la distanza fra la superficie esterna dell'armatura (inclusi staffe, collegamenti e rinforzi superficiali se presenti) più prossima alla superficie del calcestruzzo e la superficie stessa del conglomerato cementizio. Un copri-ferro minimo deve essere assicurato per garantire: la corretta trasmissione delle forze di aderenza, la protezione dell’acciaio contro la corrosione, ed un’adeguata resistenza al fuoco. Il copri-ferro nominale (o di progetto), il quale deve necessariamente essere specificato in tutte le tavole di progetto e nei documenti di calcolo è dato dalla seguente formula:
 
cnom = cmin + Δc

dove:
cnom = valore nominale di progetto
cmin = valore minimo del copriferro
Δc = la tolleranza di esecuzione relativa al copriferro, la quale è assunta pari a 10 mm senza controlli di qualità in cantiere.

Il valore minimo del copriferro è dato da:
cmin = max (cmin,b ; (cmin,dur - Δcdur,add) ; cmin,fuoco;10 mm)
dove:
cmin,b = copriferro minimo necessario per l'aderenza delle armature
cmin,dur = copriferro minimo correlato alle condizioni ambientali (durabilità).
Δcdur,add = riduzione in presenza di protezioni aggiuntive come intonaci o tavelle
cmin,fuoco = garantisce la resistenza al fuoco

Il valore minimo necessario per l’aderenza delle armature è da assumersi pari al diametro della barra. Inoltre, se la dimensione dell'inerte è più grande di 32 mm, il valore di cmin,b deve essere maggiorato di 5 mm.

analisi e rilievi fonometrici Ing. Silas Delmatti
Ingegnere Civile, Tecnico competente in acustica
Email: info@studiosmd.it



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