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Certificato di rischio sismico degli edifici e Sismabonus

Studio Tecnico SMD - Ingegneria Acustica e Civile
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La prevenzione ed il rischio sismico sono temi quanto mai attuali in Italia, alla luce dei disastrosi eventi che hanno colpito le nostre regioni negli ultimi 40 anni. Dal 1° Marzo  2017 sono operative le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni (decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. 58 del 28 febbraio 2017). Le linee guida forniscono lo strumento di regolamentazione degli incentivi fiscali legati alla misura del cosidetto Sismabonus, costituendo uno strumento di attivazione di una politica di prevenzione sismica del patrimonio edilizio abitativo e produttivo del paese.

L'esigenza di elaborare le linee guida nasce proprio dalla necessità di affrontare la mitigazione del rischio sismico, promuovendo una cultura della conoscenza e della prevenzione. La nostra sfida è quanto mai culturale: far prendere coscienza alle persone (cittadini e NON solo), che non è il terremoto ad uccidere le persone ma sono gli edifici che presentano carenze a livello progettuale e realizzativo a farlo.

COSA SI INTENDE PER RISCHIO SISMICO:
Il rischio sismico è la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno (perdita) atteso a seguito di un possibile evento sismico.
Dipende da un’interazione di vari fattori messi in relazione, ovvero:
  • pericolosità (zone sismiche)
  • vulnerabilità (capacità degli edifici di resistere al sisma)
  • esposizione (contesti).

COME SI DETERMINA LA CLASSE DI RISCHIO:
Le Linee Guida hanno individuato l’attribuzione ad ogni singolo edificio di una specifica classe di rischio sismico da A+ (rischio più basso) a G (rischio più alto). Le metodologie per determinare la classe di rischio sismico, che consente di accedere alle detrazioni fiscali maggiorate, sono due:

Le classi individuate per il rischio sismico

Il Metodo Semplificato si basa sulla classificazione macrosismica dell’edificio ed è indicato per effettuare delle valutazioni speditive della Classe di Rischio. Applicabile ai soli edifici in muratura, esso rappresenta la grande novità introdotta dal Decreto, in quanto consente l’attribuzione della Classe di Rischio sulla base di un semplice rilievo delle caratteristiche costruttive del fabbricato e delle eventuali peculiarità negative riscontrate.

Il Metodo Convenzionale, invece, è applicabile a qualsiasi tipologia di edificio; esso, infatti, si basa sugli usuali metodi di analisi previsti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni. La Classe di Rischio, in questo caso viene ricavata a partire dalla valutazione combinata di due parametri, definiti dalla Linee Guida, ovvero: la Perdita Annuale Media attesa PAM e l’Indice di Sicurezza IS-V.

Entrambi i metodi permettono la valutazione dei possibili interventi di riduzione del rischio e, quindi, l’entità del conseguente passaggio di classe. Nel caso del Metodo Semplificato, così come imposto dalla norma, è possibile valutare solo interventi di rafforzamento locale, con un miglioramento al massimo di una classe di rischio. Viceversa, nel caso del Metodo Convenzionale è possibile valutare qualsiasi tipologia di intervento e ciò può comportare il miglioramento anche di più classi di rischio. Questo si può tradurre, ovviamente, in un incentivo fiscale più consistente.

SISMABONUS:
Oltre all’adozione delle Linee guida, il D.M. 58/2017 definisce le modalità di attestazione dell’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico. Tale efficacia rileva ai fini della individuazione della percentuale di detrazione d’imposta a cui si ha diritto. L’attestazione è effettuata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori e collaudo statico, in possesso di una laurea in ingegneria o in architettura e che risultino iscritti ai relativi albi professionali.

La misura e la ripartizione della nuova detrazione per gli interventi antisismici
La Guida dell’Agenzia delle entrate denominata “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” aggiornata a febbraio 2017 chiarisce la misura della detrazione fiscale per l’esecuzione di interventi antisismici, differenziata a seconda della zona di rischio sismico in cui si trova la costruzione e della tipologia di immobile sul quale è effettuato l’intervento:
  • detrazione del 70% (ovvero 80%) in 5 rate annuali di pari importo: per gli interventi su abitazioni ed edifici produttivi in zona di rischio sismico 1, 2 o 3 con procedure autorizzatorie iniziate dal 1° gennaio 2017, se l’intervento favorisce una riduzione del rischio sismico ad una classe inferiore (ovvero a due classi inferiori);
  • detrazione del 75% (ovvero 85%) in 5 rate annuali di pari importo: per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali in zona di rischio sismico 1, 2 o 3 con procedure autorizzatorie iniziate dal 1° gennaio 2017, se l’intervento favorisce una riduzione del rischio sismico ad una classe inferiore (ovvero a due classi inferiori);
  • detrazione del 50% in 5 rate annuali di pari importo: per gli interventi su abitazioni ed edifici produttivi in zona di rischio sismico 1, 2 o 3 con procedure autorizzatorie iniziate dal 1° gennaio 2017, che non hanno variazione di classe di rischio sismico;
  • detrazione del 50% in 10 rate annuali di pari importo: si tratta della detrazione prevista dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera i), D.P.R. 917/1986 per gli interventi su qualsiasi tipo di edificio in zona di rischio sismico 4 o su immobili diversi da abitazioni ed edifici produttivi in zona di rischio sismico 1, 2 o 3 con spesa massima recuperabile di 96.000 euro;

Ai sensi dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, tutti i comuni italiani sono classificati in 4 categorie principali, indicative del loro rischio sismico. I comuni italiani situati nelle zone di rischio sismico 1, 2 o 3 sono circa 5.800.

PASSAGGI PER REALIZZARE UN INTERVENTO CON DETRAZIONI:
1. Incarico al professionista
Il proprietario dell’edificio, che intende accedere alla detrazione fiscale, incarica un professionista della valutazione della classe di rischio e della predisposizione del progetto di intervento.

2. Individuazione classe di rischio
Il professionista (architetto o ingegnere) individua la classe di rischio (A+, A, B, C, D, E, F, o G) della costruzione nello stato di fatto prima dell’intervento.

3. Nuova classe di rischio
Il professionista progetta l’intervento di riduzione del rischio sismico e assevera la nuova classe di rischio a seguito del completamento dell’intervento. Il progetto per la riduzione del rischio sismico va allegato alla pratica edilizia da presentare in Comune.

4. Attestazione
Il direttore dei lavori e il collaudatore statico, ove nominato, attestano per quanto di rispettiva competenza la conformità degli interventi eseguiti al progetto depositato, come asseverato dal progettista.

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analisi e rilievi fonometrici Ing. Silas Delmatti
Ingegnere Civile, Tecnico competente in acustica
Email: info@studiosmd.it



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